Ischia, Ulisse e Monsieur Champault

“Ma perché Ulisse?” mi chiede una gentile ospite appena arrivata.

Le rispondo ridendo che mio padre, non sapendo quale nome attribuire al nostro albergo al momento della costruzione, si mise a riflettere sul fatto che esso confina da un lato con Vico Ulisse e dal lato dell’ingresso con via Champault, e che questo signore francese vissuto a cavallo fra ‘800 e ‘900, é stato uno scrittore sostenitore di una tesi, peraltro ben documentata, secondo cui l’isola d’Ischia era nientemeno che la famosa isola dei Feaci, descritta nell’Odissea di Omero, dove l’eroe Ulisse era approdato dopo tante peripezie e aveva conosciuto ed amato la bella Nausica, figlia del re.

In seguito a questa suggestiva ricostruzione ebbe l’idea, illuminante e fortunata, per la verità, di nominare “Ulisse” l’albergo. E in seguito quando tanti clienti si rivolgevano a lui chiamandolo “Signore Ulisse”, raccontava pazientemente la leggenda descritta da Omero e l’interessante ipotesi di Monsieur Champault. In merito poi proprio allo Champault , ricordo con simpatia, che qualche anno fa, due suoi pronipoti, cercando forse tracce del loro avo in internet, arrivarono da noi, in via Champault, e ci hanno voluto regalare una copia del manoscritto originale, intitolato: “Fenici e Greci in Italia dopo l’Odissea”, scritto nel 1906.

Pasquale

ps: Il libro è disponibile in formato pdf qui